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Calendario 

Stagione teatrale 2017 / 18

Mafia pride

Sabato 18 novembre 2017

di Salvo Giorgio
regia Giampaolo Romania
con Alice Canzonieri, Carla Cintolo, Leandra Gurrieri, Lella Lombardo, Milena Torrisi e Giuseppina Vivera
Produzione Spazio Naselli

 

Si può sorridere di una verità atroce come la squallida realtà della mafia? La risposta è “sì”, se consideriamo che certe verità sono assurde e grottesche di per sé, senza bisogno di aggiungere nessun altro ingrediente rispetto a quelli forniti, purtroppo, dalla Storia: rituali pseudo-sacri d’iniziazione, codici incoerenti, “preti d’onore”, “pentiti”. Elementi grotteschi che, senza alcuna caricatura, sono in sé tragicamente ridicoli proprio perché sono tragicamente veri; elementi che sottendono uno scenario di sangue, ma costituiscono in definitiva il vero e proprio pride (“orgoglio”) di picciotti e uomini d’onore, da cui il titolo dello spettacolo. Ed ecco perché la scelta è stata quella di mettere in scena la verità storica, fondata su atti processuali, nomi reali ed eventi accaduti davvero: a volte, come in questo caso, nulla è più assurdo della realtà.

Giovanna d’Arco, a’ santuzza

Sabato 9 dicembre 2017

di Aldo Rapè
regia Aldo Rapè
con Alessandra Falci, Anita Indigeno, Iridiana Petrone, Floriana Sabato, Rita Salonia, Doriana Li Fauci

 

Un progetto ambizioso che muove i passi da una premessa: la ricerca nei silenzi della Pulzella, nei suoi drammi e nelle sue gioie. La vita dell’eroina francese raccontata attraverso immagini sceniche, suoni e poche, pochissime parole. La drammaturgia originale si è completata durante la residenza artistica a Caltanissetta, di un cast di sole donne, tutte siciliane, che hanno approfondito lo studio di testi inerenti il mito di Giovanna d’Arco, come il testo di Schiller “Giovanna D’Arco”, ma anche gli scritti di poeti e narratori francesi quali, tra gli altri, Eusteche Deschamps, Jean Meschinot, Christine de Pizan, Chastellain, testi biblici e drammaturgie già esistenti. Nella messinscena guidata dal regista e attore Aldo Rapè il mondo visionario e rivoluzionario dell’eroina francese, condannata al rogo nel 1431, ha per sfondo la Sicilia, terra di miti e credenze, terra di visioni e contraddizioni.

Simultaneamente insieme 

Domenica 28 gennaio 2018

con Guido Catalano e Dente


Dente e Guido Catalano, per la prima volta simultaneamente insieme sui palchi di tutt’Italia, incrociano chitarra e penna per cantare, parlare, disegnare e leggere l’amore a modo loro. Danzare ancora no.

Sadismo di coppia

Sabato 17 febbraio 2018

di Francesca Ferro 
regia Francesco Maria Attardi
produzione Teatro Mobile di Catania
 

Vi è mai capitato di avvertire un senso di serenità e assoluta pace subito riconducibile al vostro rapporto di coppia, come quando tutto va a gonfie vele e sembra che nulla possa compromettere questo stato di grazia? Bene. Una coppia che vuole farsi del male, riesce sempre trovare un modo per rovinare tutto, probabilmente perché si sente la mancanza del litigio fine a sé stesso, ecco "Sadismo di coppia" racconta esattamente di un pretesto futile che rischia di mandare a monte una storia d'amore come ce ne sono tante, tra un uomo e una donna come ce ne sono tanti. Tre personaggi sulla scena, commedia brillante, quotidiana dai ritmi comici coinvolgenti.

Il mercante di monologhi

Domenica 11 marzo 2018

 di e con MAtthias Martelli
regia Domenico Lannuti
produzione Teatro della Caduta
 

“Il Mercante di Monologhi” è uno spettacolo satirico, divertente e poetico, che mira a recuperare la tradizione del teatro popolare, quella che affonda le sue radici nei giullari medievali per arrivare fino a Dario Fo. Matthias Martelli si presenta al pubblico come un vero e proprio giullare contemporaneo: un Mercante, che, accompagnato dal suo antico carretto di legno rigonfio di vestiti, mette in vendita una merce speciale, surreale quanto necessaria: Monologhi! E così giacche e cappelli, una volta indossati, diventano protagonisti della scena dando vita a una delirante galleria di “mostri contemporanei”: dal politico al professore di antropologia, dal cantante Rods all’esilarante Don Iphon, predicatore delle nuove tecnologie, fino al delirio finale in cui il Mercante si trasformerà in pochi minuti in una moltitudine di personaggi. 

Studio per Carne da macello

Sabato 24 marzo 2018

progetto teatrale scritto e diretto da Ferrante/De Grandi
con Elisabetta Anfuso, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Laura Giordani e la partecipazione della sessuologa Susanna Basile
 

Dedicato alle donne uccise da uomini che le vedono come oggetto del possesso più che del desiderio d’amore. Donne di plastica o avvolte nella plastica. Donne inguainate, bendate, coperte per non essere guardate. Bambole intontite, merci da scaffale, scoperte per essere ammirate. E poi prese, usate, avvolte nel sacco della spazzatura e gettate. Si fa ciò che si vuole di una donna, di una femmina. Giornali e televisioni mercificano il suo corpo, lo sentiamo dappertutto, è suggerito in ogni immagine, in ogni parola. Qualcosa non va ma inaspettatamente ci stiamo e siamo tutti vittime e tutti carnefici. L’uomo che ama e fa e disfa, la donna che ama e lascia fare. Ma l’amore no, non è possesso, non prevede gerarchie! Quello è il retaggio di una cultura maschilista che all’apparenza non è più ma che nella sostanza ci pervade. Uno squarcio nell’inferno di una società che ci aggredisce brutalmente con immagini e dettagli orrorifici e che rivende il dolore altrui patinandolo brutalmente e rendendolo quasi seducente.

 

Due preti di troppo

Venerdì 13 aprile 2018

di Antonio Grosso
regia Paolo Triestino
con Ariele Vincenti Antonello Pascale Carmen Di Marzo 

 

Questa è la storia di Giggino, un ragazzo in cerca di guai; questa è la storia di due preti mandati a risollevare le sorti di un quartiere di cintura, regno della malavita e di organizzazioni criminali; questa è la storia di un giovane, salvato dalla droga, che diventa sacrestano; questa è la storia di una donna che affronta la vita con sacrificio e ironia. Questa è la storia... una come tante, in cui accade di tutto: due sacerdoti, affrontano la sfida di riavvicinare la gente del quartiere ad una chiesa ormai dimenticata, forse anche da Dio, coinvolgendo sempre di più la comunità del posto, con l’esperienza costruttiva di chi ha sempre combattuto la vita in modo positivo e sereno, senza mai perdersi d’animo... Testo di grande divertimento, a tratti esilarante, ma con quel pizzico di amarezza che rimane nel cuore e che restituisce il desiderio di tutti noi di divertire, si, ma lasciando agli spettatori un pensiero in più da portarsi via.

Muraturi

Sabato 5 maggio 2018

di Edoardo Erba

traduzione in catanese e regia Emanuela Pistone
con Domenico Gennaro, Giampaolo Romania e Pamela Toscano 

Produzione Isola Quassùd
 

Fortunatissimo successo del duo Triestino-Pistoia per il quale è stato scritto in romanesco, Muratori è un cult che ha raggiunto in più di 15 stagioni di repliche i maggiori teatri d’Italia. Il brillante testo di Edoardo Erba narra la vicenda surreale di due muratori impegnati in un lavoro abusivo, di notte, per chiudere con un muro il palcoscenico di un teatro in disuso la cui superficie è stata ceduta, nonostante il vincolo delle Belle Arti, al supermercato confinante. La vicenda mette a confronto, in maniera imprevedibile, due mondi apparentemente inconciliabili: quello concreto, fatto di sudore, lavoro e sogni a buon mercato dei due lavoratori e quello irreale, inarrivabile, dell’aristocratica Signorina Giulia. “Due mondi diversi, due dimensioni incomprensibili, che un interminabile muro vorrebbe tenere separate per evitare il caos che un impossibile rapporto potrebbe generare. Ma è davvero sufficiente alzare un muro per mettersi al riparo dalle nostre diversità?” (cit. Massimo Venturiello).

Otello

Sabato 26 maggio 2018

di William Shakespeare
regia Giampaolo Romania
co-produzione Teatro Garibaldi Enna e Spazio Naselli
 

Avete presente l’Otello di William Shakespeare? Dimenticatelo. Perché, sempre nel rispetto della parola del grande Bardo, il gioco che verrà messo in scena inquadrerà la vicenda da una prospettiva differente: Desdemona morirà ugualmente strangolata dal geloso marito, ma il punto di osservazione partirà, stavolta, dalle donne: un punto di vista femminile su un tema eterno come la gelosia. Otello ne sarà, ovviamente, il perno: improbabili Iago e altrettanto strani Cassio si aggireranno intorno a lui fino al punto di confondersi, quasi senza possibilità di distinzione,  in un Coro grottesco insieme alle donne istituzionalmente protagoniste della vicenda. Ma saranno personaggi compiuti e indipendenti? O piuttosto proiezioni dello spirito di Otello? La risposta dipende dallo spettatore: il quale, in ogni caso, sarà chiamato ad osservare il gioco di questi personaggi attraverso una messinscena del tutto peculiare ed un espediente dinamico che non mancherà di suscitare domande. 

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